"Il cambiamento non avviene mai senza che qualcosa ci faccia riflettere."
George Bernard Shaw
Il 11 aprile scorso ho vissuto un’occasione che difficilmente dimenticherò. Insieme ad alcuni compagni del mio Liceo, il Giulio Cesare di Roma, ho partecipato a un incontro promosso dai club italiani del Rotary International sul tema del rispetto e della legalità. L’iniziativa è nata grazie alla mia partecipazione a un concorso, durante il quale ho avuto il privilegio di collaborare con una mia amica e compagna di classe alla stesura di un elaborato. Proprio quel lavoro ha acceso in me il desiderio di approfondire temi tanto fondamentali per la nostra società. È stata un’esperienza intensa, carica di emozioni e riflessioni. Un momento raro, di quelli che ti toccano nel profondo, perché parlano di cose vere, urgenti, che ci riguardano tutti. In un’epoca in cui violenza e intolleranza sembrano dilagare, il rispetto e la legalità si rivelano i pilastri su cui costruire una società più giusta, dove la dignità di ogni individuo sia riconosciuta e difesa. Cos’è davvero il rispetto?
È stato questo il cuore dell’incontro. Una domanda semplice, ma dalla risposta complessa. Se ne parla tanto, eppure ogni giorno assistiamo a episodi che dimostrano il contrario. Perché ancora così tante persone scelgono la strada della violenza?
Le parole, da sole, non bastano. Serve una riflessione più profonda: come possiamo educare le nuove generazioni a scegliere consapevolmente la via del rispetto e della legalità?
Tonino Cantelmi: famiglia, scuola e compassione
Ad aprire l’incontro è stato Tonino Cantelmi, psichiatra, psicoterapeuta e membro storico di un Rotary Club romano (Roma Sud). Il suo intervento è stato intenso e illuminante. Ha sottolineato quanto famiglia e scuola siano i due capisaldi nella formazione dei giovani. Ma soprattutto ha parlato di compassione, quel sentimento che ci distingue come esseri umani e che può rappresentare una chiave per uscire da questo momento storico difficile. "La speranza", ha detto, "è ciò che ci può davvero salvare". Per Cantelmi, la scuola è molto più di un luogo di apprendimento: è una vera agenzia educativa, chiamata a collaborare con la famiglia per formare cittadini consapevoli, rispettosi degli altri e delle regole della convivenza civile.
Maria Grazia Mazzola: il ruolo degli studenti e delle istituzioni
Profonda e toccante la lettera inviata da Maria Grazia Mazzola, giornalista Rai. Il suo messaggio era chiaro: abbiamo una grande responsabilità. Noi studenti possiamo ancora fare molto, ma non siamo soli. Anche le istituzioni devono fare la loro parte, supportando ogni sforzo volto a promuovere il rispetto in tutti gli ambiti della vita quotidiana.
Francesco Paolo Sisto: la prevenzione prima della punizione
Uno dei momenti più intensi è stato l’intervento di Paolo Sisto, senatore e vice ministro della Giustizia. Con parole forti e autentiche, ha parlato del rispetto come di qualcosa di "terribile e meraviglioso". "La violenza", ha detto, "non ha nulla a che fare con il rispetto". Ha ribadito un concetto fondamentale: la punizione arriva sempre troppo tardi. "La punizione è una sconfitta", ha affermato. "Significa che quello che non doveva accadere è già accaduto".
La vera sfida è la prevenzione, che parte dall’infanzia, dall’educazione alla cultura e al sapere — antidoti naturali contro l’illegalità. Il senatore Sisto ci ha anche messo in guardia da un nemico silenzioso e moderno: l’isolamento, spesso amplificato dall’uso smodato dei social. "Stare soli davanti a uno schermo, illudendoci di condividere, ci isola sempre di più". La vera forza sta nello stare insieme, nel costruire relazioni autentiche. Il suo invito finale è stato potente e motivante: "Abbiate sempre un piano B nella vita. E quel piano B siate voi stessi." Una frase che porto con me, perché racchiude un incoraggiamento a credere in sé stessi e a non arrendersi mai, nemmeno davanti alle difficoltà.
Paola Frassinetti: la scuola come motore del cambiamento
Anche Paola Frassinetti, sottosegretaria di Stato al Ministero per l’istruzione, è intervenuta da remoto. Ha riaffermato con forza l’importanza dell’alleanza tra scuola, famiglia e istituzioni nella battaglia contro la violenza. Ha ricordato l’introduzione dell’educazione civica nelle scuole e l’istituzione della Giornata del Rispetto, una tappa fondamentale per fermarsi, riflettere e agire.
Una spinta verso il futuro
L’incontro è stato lungo, intenso, ricco di testimonianze forti, storie di coraggio, riflessioni profonde e anche presenze toccanti di donne sopravvissute, che hanno scelto di raccontarsi per costruire qualcosa di buono. Mi ha lasciato dentro una grande energia, la voglia di fare la mia parte. Il mio sogno è chiaro: un futuro in cui ogni persona possa vivere senza paura, in cui la violenza non sia mai nemmeno un’opzione, e in cui pace e rispetto siano le fondamenta della nostra società. Lotterò per un mondo in cui ogni individuo possa sentirsi al sicuro, rispettato e libero di esprimere sé stesso. Una società dove la dignità, la cultura e la giustizia siano i veri pilastri della convivenza.

